[Ga Me]

Appunti. La mia finestra sull'aleph

06 ottobre 2005

Facciamoci il segno della croce

L'Italia ha dei seri problemi di laicità. Un modo edulcorato per dire che l'Italia è sostanzialmente governata dal Vaticano. Non vorrei insultare l'intelligenza dei pochi lettori di questo blog argomentando questa affermazione, perché credo che sia palese.

Quello che ci manca è una classe politica che sappia rispondere in modo netto alle ingerenze della Chiesa nella sfera pubblica, anziché pensare continuamente ad ingraziarsi i prelati con regalie e favoritismi e deferenze. Dal sito UAAR apprendo che
[Fassino] ha sostenuto di riconoscersi nelle parole del papa, quando «Ratzinger definì del tutto legittima una sana laicità dello Stato, in virtù della quale le realtà temporali si reggono secondo norme loro proprie senza tuttavia escludere quei riferimenti etici che trovano il loro fondamento ultimo nella religione».

Primo: Ratzinger non ha il diritto di legittimare nulla in Italia, tanto meno un principio della Costituzione Italiana. Secondo: affermare che le leggi italiane non possono trascurare le leggi della Chiesa, ovvero di uno stato estero, è inaccettabile. E' questo quello che si deve rispondere. L'Italia non ha bisogno di dare ulteriore credito a questi affaristi fanatici: ha bisogno di persone che in modo duro riportino la laicità nella prassi politica. Perché uno stato che vara una legge per esentare la attività commerciali della Chiesa cattolica dall'ICI (fonte l'Unità) è ormai degenerato in uno stato confessionale.