[Ga Me]

Appunti. La mia finestra sull'aleph

02 maggio 2005

Continuate a usare Word...

Non è niente che non si sapesse già. Però oggi ho trovato alcune pagine web che spiegano molto bene perché se siete soliti inviare documenti in formato Microsoft Word, avete grandi possibilità di inviare a vostra insaputa delle informazioni personali.

Ad esempio, tanto per rivangare il documento elettronico più famoso del momento, se Repubblica.it divulga in formato .doc la sua versione senza veli del rapporto statunitense sul caso Calipari, ci sta anche dicendo che prima il file si chiamava calipari_omissis.doc.html ed era nella cartella vari_da_non_pubblicare e poi è stato spostato nella cartella doc ed è stato chiamato omissis.doc. Chiaramente io me ne frego di queste informazioni in particolare, ma provate a immaginare una cartella del tipo "depistaggi" - tanto per dire una cazzata. Provate a leggere cosa si può apprendere dal documento Word in cui è stato divulgato il dossier sull'Iraq all'orgine dell'ingresso in guerra della Gran Bretagna.

Bene, gli articoli interessanti sono pubblicati da attivissimo.net e businessweek.com.

Sulle possibili contromosse per arginare Word il pettegolo potete leggere questo e questo.

Il mio consiglio è di non utilizzare mai il formato .doc per inviare i vostri documenti, anche perché vincola il lettore all'acquisto di un programma specifico (Microsoft Word). Utilizzate piuttosto degli standard aperti come pdf, rtf, html. In ogni caso, è meglio utilizzare programmi di video scrittura come OpenOffice.org.

Per finire, un articolo di Luca Sofri per Repubblica di alcuni anni fa riportato su wittgenstein.it. Ne cito un passaggio:
[...] "quando riceviamo un curriculum da qualcuno, lo apriamo sempre con un hex editor per vedere cosa ci può essere rimasto attaccato", è il parere depositato su un sito web dal direttore del personale di una società americana.

Sarà per questo che chiunque offra lavoro chiede che gli venga inviato il curriculum vitae in formato word?