Stallman a Bologna
Ieri pomeriggio Richard Stallman è stato a Bologna, su gentile invito del prof. Renzo Davoli.
Ho seguito due ore di discussione in inglese con la più grande facilità (ricordarsi di aumentare il livello di conoscenza della lingua inglese sul mio curriculum!!). Stallman si è lanciato in una presentazione del Free Software eccezionalmente carismatica. Niente di nuovo sotto il sole - o al chiarore dell'LCD - ma non si può rimanere indifferenti al fascino del Free Software mentre il suo profeta parla con la panza sulla cattedra, si scaccola, si spulcia i capelli, passeggia scalzo per l'aula, sbadiglia come un babbuino. Non abbiamo avuto il piacere di assistere alla scena dell'HD.
A parte le considerazioni di colore, importante la distinzione tra Free Software e Open source: una filosofia e una posizione politica il primo, un modello di sviluppo del software il secondo. Inoltre: perché non bisogna chiamare GNU/Linux semplicemente Linux? Perché Linux è stato fatto per gioco e per studio, GNU è stato fatto per garantire le quattro libertà del software all'utente.
Cortiana - semplice spalla ma in gamba - ci rassicura che Stallman non si è tolto le scarpe per mancanza di rispetto nei nostri confronti: se le è tolte anche al Senato.
Davoli dimostra come il patto di San Remo abbia copiato un testo di Wu Ming (credo 1) e annuncia il lancio di www.nonsiamopirati.org.
Stallmann:
Ci sono alcune cose che vanno fatte per una questione morale: se vedete un uomo che sta affogando, se non è Bush o Berlusconi [applausi] o un sostenitore dell'Opus Dei [applausi], avete il dovere morale di tuffarvi e salvarlo. Io non so nuotare, ma c'è una cosa che so fare molto bene: scrivere software.





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