[Ga Me]

Appunti. La mia finestra sull'aleph

11 luglio 2006

Po-po-po

Il nuovo inno nazionale dell'Italia non si chiama Po-po-po come ci vogliono far crede i telegiornali, ma Seven nation army. E mi sembra riduttivo presentarlo come "7 po di diversa lunghezza" (giuro che l'ho sentito in tv), anche se come concisa descrizione da inserire nella Costituzione potrebbe andare bene (tipo: "Art 12 bis. L'inno italiano è composto di 7 po di diversa lunghezza").

Comunque c'è da ringraziare Ciampi e i White Stripes, altrimenti gli italiani in piazza per la vittoria del mondiale non avrebbero saputo cosa cantare.
Sono molto più divertenti gli scioperi del sindacato che i festeggiamenti per il mondiale. Lì di canti e inni ce ne sono a iosa: bandiera rossa, contessa, bella ciao, l'inno sovietico...

Vieni all'Inter

Ormai mi sono convinto, il labiale è inconfondibile. Materazzi ha proposto a Zidane di andare a giocare all'Inter, Zidane si è girato e gli ha tirato una testata. Probabilmente anch'io avrei fatto lo stesso.

EDIT: su pronta segnalazione, ecco un elenco più completo offerto dal Corriere.

09 luglio 2006

Una clip rossa

Dopo il tizio che ha venduto una stupida pagina web pixel per pixel tirando su la modica somma di 1,000,000 $, un altro tizio ha barattato una clip rossa con una penna-pesce, la penna-pesce con una bruttissima maniglia e così via fino a barattare un ruolo in un film con una casa (passando per una palla di neve dei Kiss)!

08 luglio 2006

Bush contro Bush

In una gara di canto vincerebbe il giovane:
We will rock you - singed by Bush The Elder
Sunday Bloody Sunday - singed by Bush The Younger

[via BoingBoing]

EDIT: Blair + Bush At The Gay Bar

05 luglio 2006

Germania in vacanza

Dopo un'ottima prestazione, con i calciatori che si ritrovano, la squadra tedesca può congedarsi dal mondiale con onore e andare in vacanza. Magari in Romagna.

Grande gioia per la vittoria e la finale conquistata. Partita magica e piena di emozioni. Al gol di Del Piero mi cadono gli occhiali per terra. Mi chino per raccoglierli, ma ero in piazza a vedere la partita e alcune migliaia di persone iniziano a saltarci furiosamente sopra. Accendo la torcia incorporata nel mio nuovo Nokia («ma a che cazzo mi servirà poi una torcia», mi chiedevo ingenuamente fino ieri) e illumino il sottobosco di gambe della piazza. Stavo cercando di individuare almeno le spoglie per riportarle a casa e farne un altare votivo, quando qualcuno (ho rimosso chi fosse) mi porge i miei occhiali. Sembrano interi, infilo le dita attraverso la montatura per capire quale lente fosse saltata, ma erano entrambe al loro posto e senza alcun graffio. Un miracolo!

La cosa più sorprendente è che le ragazze erano tutte fuori di testa. E noi che ancora crediamo a perché perché la domenica mi lasci sempre sola. Da sostituire definitivamente l'immagine classica della donna che non si appassiona al calcio con l'immagine qui sotto.

04 luglio 2006

Scandali italiani

Allora l'Italia è sconvolta da questo scandalo in cui le vallette vanno a letto con i potenti che poi le raccomandano per una trasmissione importante nella tv di Stato. In particolare c'è uno che chiamano lo smilzo (o il sottile, non ricordo) che è amico di uno che chiamano il fino (devono essere radicali in sciopero della fame) che riceveva al Ministero la tale valletta e in cambio le faceva fare le trasmissioni in tv. Non lo dico io, lo dice il Tgcom, cantore degli scandali italici. Poi non si capisce se hanno fatto l'amore oppure no, se in quel momento lo smilzo rappresentava lo Stato oppure no (c'è una bella differenza!), se lei abbia simulato o meno, per cui come al solito tutto finisce in chiacchiera (ma d'altra parte in Italia abbattono un aereo e dopo un quarto di secolo ancora non si capisce chi sia stato). Lo sdegno italico però si solleva fiero contro le lubriche pratiche corruttrici con cui si gestisce mamma RAI, come se il vaso di Pandora fosse stato scoperto dall'ardito orecchio dell'intercettatore.

Invito i passanti ad ascoltare una canzone un po' vecchiotta (quindi meno lamentosa) di Guccini. Fantoni Cesira, del 1973:

Si... si chiamava Fantoni Cesira, era la figlia d'un alcolizzato
che non aveva mai in tasca una lira e per il vino avea tutto lasciato,
lavoro e casa, figlia e consorte, che non potendo scordar col bere,
perché era astemia, la sua triste sorte, si tirò un colpo nel '53.

Povera giovane rimasta orfana mentre suo padre si ubriacava
trovò lavoro in una fabbrica e sul lavoro ogni tanto sognava,
sognava panfili, pellicce ed abiti, non più la fabbrica, ville e piscine,
la dolce vita, il bel mondo dei principi, come le dive che vedeva al cine.

Ma quel bel sogno sarebbe rimasto soltanto un sogno mai realizzato,
quando in paese nel giorno del santo un gran veglione fu organizzato,
ci furon musiche, canti e allegria, danze e coriandoli, spumante e suoni,
poi a mezzanotte una scelta giuria fece "miss tette" Cesira Fantoni.

Le circondarono il petto e le spalle con nastri e fasce di seta scarlatte
su cui era scritto con lettere d'oro "evviva sempre le mucche da latte",
le regalarono trenta garofani, un "necessaire" similoro da viaggio,
quattro biglietti con sconto per cinema, cinque flaconi di shampoo in omaggio.

La sera stessa a Fantoni Cesira si presentò, assai distinto, un signore.
Disse: "Permette? Il suo viso m'attira; voglia scusarmi, sono un produttore...
Se lei permette, io l' accompagno, a far del cine c'è un gran guadagno",
ma quella sera non certo del cine il produttore s'interessò.

La brava giovane per far del cinema consentì a perdere la castità,
ma non per questo si perse d'animo: le rimaneva Cinecittà!
Lasciò il moroso, piantò il lavoro, comperò un "topless" per mostrare il seno,
fece mandare suo padre in ricovero e arrivò a Roma con il primo treno.

Cento anticamere fece Cesira e visitò una decina di letti,
un onorevole che la manteneva le fece fare un romanzo a fumetti,
ebbe da amanti tre o quattro negri, due segretari, tre cardinali,
si spogliò nuda a fontana di Trevi e qualche sera batteva sui viali.

La brava giovane campava bene, ma ormai sentiva il richiamo dell'arte:
qualunque cosa lei avrebbe donato sol per avere in un film una parte.
Se ne andò a letto con tre produttori, studiò dizione, bel canto, regia,
mimica, scenica, recitazione e apparve nuda in un film di Golia.

Si è sistemata Fantoni Cesira, fra letto e seno guadagna milioni:
ha cominciato a studiar da signora e si fa chiamare Cesy Phantoni (col ph),
si è messa stabile, ed è l'amante di un produttore molto influente,
tre o quattro film le produrrà, e un "premio Strega" glielo scriverà.

Lui è già sposato, ma che cosa importano queste sciocchezze se si hanno i quattrini,
presto nel Messico si sposeranno, potranno fare tanti bambini.
E la morale di questa storia al giorno d'oggi non è tanto strana:
per aver soldi, la fama e la gloria bisogna essere un poco puttana!

Dico, del 1973. E senza intercettazioni. E nemmeno ipocrisia o retorica.


Ma d'altra parte l'Italia è un paese in cui il sondaggio di Repubblica "Votate la più bella moglie e fidanzata del mondiale" raggiunge 40000 votanti pur essendo introvabile da ieri nel sito. Per un paragone, il sondaggio sul decreto sulle liberalizzazioni lanciato contemporaneamente, ieri a pranzo aveva 25000 voti contro i 30000 delle mogli dei calciatori.

E per di più la moglie di Totti, Ilary Blasi, è più votata della fidanzata di Buffon, Alena Seredova, segno inequivocabile che Totti gode di una stima immeritata!

01 luglio 2006

Panenka, altro che Totti

In Italia, per non so quale ragione, siamo incapaci di parlare male di Totti e lo ossanniamo oltre ogni ragionevole limite. Ad esempio nel 2000 ci hanno fatto credere che il "cucchiaio" tirato da 'r Pupone contro l'Olanda ai rigori sia stata una sua grande invenzione.

Invece ben prima di lui uno sconosciuto (almeno in Italia) giocatore della Cecoslovacchia, Panenka, tira il rigore decisivo nella finale degli Europei del 1976 contro la Germania Ovest con la classica traiettoria centrale a palombella che Totti sembra aver introdotto nei calci di rigore (vedi il video qua sotto o su YouTube).
All'estero sembrano essere meno ignoranti, tant'è che quando un giocatore ucraino tira un rigore simile (YouTube, al 2° minuto) contro la Svizzera in questi mondiali, il commentatore spagnolo non urla "a la Totti", ma "a la Panenka".



[via BoingBoing]

Basta 82

I giornalisti sono gli unici a non essersene accorti: fare continui raffronti con il mondiale del 1982 porta una zagana mostruosa. Per ogni minima sciocchezza che accade viene trovato un precedente nel 1982, ma ciò è tutto meno che un segno di buon auspicio. Quanti altri mondiali persi in modo ignobile dovranno passare prima che ce ne rendiamo conto?
Anche la partita vinta ieri grazie ad una inesistente Ucraina ha dato spazio ad inquietanti paralleli. Ricevo e pubblico il seguente sms:
Pag 57 di Repubblica: «Toni come Pablito... nell'82 in Spagna anche Rossi a segno alla quinta partita»