[Ga Me]

Appunti. La mia finestra sull'aleph

27 maggio 2005

Le zanzare nella Rete

Grande prova di coraggio ieri sera in Piazza Verdi, dove un pugno di impavidi della Rete Universitaria con l'aiuto di numerosi ubriachi hanno inscenato una serata antagonista con musica e danze ribelli. La giornata era caratterizzata dall'elezione del Rettore (sembra che Donatella non ce l'abbia fatta). Ma data la presenza dello stand della Festa de l'UNIversiTA' di Sinistra Universitaria - che inaugura fra un'ora esatta - i compagni della Rete hanno dato un alto esempio di disobbedienza civile invitando i presenti a «pisciare nello stand dei DS». Quando l'ho raccontato in giro mi hanno chiesto dov'era lo stand dei DS e io ho dovuto spiegare che non c'era e che si riferivano a quello di Sinistra Universitaria, ma non sanno come funzionano gli acronimi.

Dopo aver portato in piazza una cinquantina di punkabbestia, alle 23.30 se ne vanno dopo aver tolto alcune lattine e bottiglie vuote e lasciando una cinquantina di punkabbestia e diverse lattine e bottiglie vuote.

Premio della giuria ai compagni di Sinistra Universitaria che hanno sopportato queste zanzare con il sorriso sulle labbra e a quelli che hanno fatto la guardia di notte.

PS: un grazie a brainmover per Donatella

Il libro da notte

Pronta sostituzione del libro da notte appena finito. Data la recente tendenza narrativa, riprendiamo un ciclo iniziato l'estate scora, Eymerich l'inquisitore, con «Il corpo e il sangue di Eymerich».




Però... dato che appena entrato alla Feltrinelli l'angolo delle rivista impegnate (tra cui sfogliavo sempre «Scienze Cognitive» del Mulino) è stato sostituito dalle offerte scontate della Fanucci editore - immagino in vista dell'estate -, mi sono preso anche «La svastica sul sole» alias «The man in the high castle» dall'autore di «Blade Runner» alias «Do androids dream about electric sheep?». In onore dei traduttori di titoli.

18 maggio 2005

Il duello

Dopo aver avuto la meglio contro uno spammer del sito di Sinistra Universitaria che pubblicizzava un sito di poker online, sto ora difendendo il wiki da uno spammer di viagra. Come ben saprai, un wiki è un sito web che permette a tutti i lettori di modificare agilmente le pagine stesse e di poterne creare di nuove accedendo alla sola interfaccia web.

Mai avremmo pensato che qualcuno potesse essere tanto interessato a un wiki che quasi deserto, che ancora deve decollare... sarà forse la setta dei ciellini? L'angosciosa domanda sorse spostanea in ciascuno di noi, ma nessuno aprì bocca.

Ben presto mi ritrovai a seguire le tracce del misterioso spammer. A differenza del primo, che riusciva a inserire dei commenti perniciosi da molteplici IP, questo secondo imbrattatore di spazi web liberi non aveva identità multiple e colpiva sempre dagli stessi indirizzi. Non mi ci volle molto per individuarli: 168.143.113.55-4 (ma anche altri nello stesso dominio). Lanciai allora un'anatema contro quegli indirizzi e diedi disposizioni affinché si negasse l'accesso a chiunque provenisse da 168.143.113.* - dominio che tra l'altro è assegnato a degli Inglesi.

Tutto sembrò andare bene finché... Questa notte mi sono accorto che il fatal nemico, con un arcano incantesimo, è riuscito a nascondere la propria identità e la propria origine, ha oltrepassato le difese e insozzato il wiki. L'incantesimo si chiama anonymizer.com. Portentosa magia!

Sono ora chiuso nella torre del sapere per evocare .htaccess il messaggero e inviarlo al Dio Apache: solo lui può fermare l'anonymizer. Potrà il potere del rewrite engine sconfiggere il malefico artificio ideato dallo spammatore del viagra?

(continua...)

Una giornata di buona volontà

Ho messo in ordine e ripulito tutta la camera, compresa la terza mensola, quella più in alto. Ho sistemato i poster (compreso quello di goldrake ufo robot) in un posto dove non li possa schiacciare ad ogni movimento. Ho raccolto vecchie scartoffie per portarle a riciclare, 10 kg circa. Ho razionalizzato le scartoffie che non ho buttato. Ho studiato abbastanza. Ho ritrovato le vecchie cuffie, un microfono da buttare, l'auricolare mai utilizzato del cellulare e diverse altre cose che mi ha fatto piacere ritrovare. Ho sistemato con Pippo la doccia, ché non veniva acqua calda da tre mesi. Ho sbattuto la tovaglia dell'HB in sala. Ho liberato uno scomparto mal utilizzato della libreria in corridoio.

E' una giornata da ricordare.

16 maggio 2005

Libro da bagno 2005

Ho eletto il mio nuovo «Libro da bagno». Prima quando andavo in bagno leggevo il National Geographic. Voglio dire, un minimo di stile ci vuole: mica posso mettermi sulla tazza la mattina e sfogliare Focus o Newton come i comuni pezzenti.

Abbandonando però la filosofia della «Rivista da bagno» e adottando quella del Libro, ho dovuto selezionare il libro con molta attenzione. Non impegnativo. Brani brevi e slegati tra loro. Allegro. Naturalmente la scelta è caduta su una nostra recente conoscenza: «A spasso con il Google Taxi». Il recente acquisto ha battuto di misura «Il Capitale» di Carlo Marx e ha distanziato di diverse misure «Il secolo breve» di Hobsbawm e «Il diavolo in Cattedra» di Odifreddi.

Si aggiudica invece per la terza settimana consecutiva il titolo di «A letto, prima di dormire» il romanzo ambientato nel Mondodisco «A me le Guardie!» di Pratchett - e pensare che qualcuno intende finire questo libro prima di me... mwahah

E per dimostrare che i libri succitati li posseggo davvero, ecco a voi i rispettivi incipit in ordine di apparizione nel post:

«Pronto Tina? Sono tua sorella C. Non vorrai mica continuare a frequentare quel giovanotto che mi hai fatto conoscere l'altra sera, vero? Simpatico è simpatico, ma ha i paraocchi e non ti vede. Secondo me non ti conosce neanche. Non fa assolutamente per te». (clic)

La ricchezza delle società nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico si presenta come una «immane raccolta di merci» e la merce singola si presenta come sua forma elementare. Perciò la nostra indagine comincia con l'analisi della merce.

Nessuno può scrivere la storia del ventesimo secolo allo stesso modo in cui scriverebbe la storia di qualunque altra epoca, se non altro perché non si può raccontare l'età della propria vita allo stesso modo in cui si può (e si deve) scrivere la storia di periodi conosciuti solo dall'esterno, di seconda o di terza mano, attraverso le fonti dell'epoca o le opere degli storici successivi. L'arco della mia vita coincide quasi interamente con il periodo di cui tratta questo libro e per la maggior parte di essa, dalla prima adolescenza fino ad oggi, sono stato consapevole degli avvenimenti pubblici, vale a dire ho accumulato opinioni e pregiudizi che derivano dalla mia condizione di contemporaneo più che da quella di studioso. Per questo motivo ho evitato quasi sempre nella mia carriera di storico di trattare professionalmente dell'epoca che si sviluppa dopo il 1914, sebbene non mi sia astenuto dallo scrivere intorno a questo periodo in altre sedi, non storiografiche. L'epoca di cui «mi sono occupato», come dicono gli addetti ai lavori, è l'Ottocento. Penso che ora sia possibile considerare in una prospettiva storica il Novecento, cioè quel Secolo breve che va dal 1914 alla fine dell'Unione Sovietica, ma mi accosto a questo periodo senza la conoscenza della letteratura scientifica che lo riguarda e solo con una qualche infarinatura delle fonti archivistiche che i numerosi storici del ventesimo secolo hanno accumulato.

Poiché, come avremo modo di vedere, la logica si interessa dei principi, ci sembra appropriato incominciare risalendo veramente al principio, cioè all'istante della creazione del mondo. Il quale, a seconda che si utilizzi l'imprecisa cosmologia moderna inaugurata dal fisico Einstein, oppure la precisa cronologia biblica calcolata dal vescovo Ussher, si situa una dozzina di miliardi di anni fa, oppure alle 9 di mattina di venerdì 23 marzo 4004 a.C.

Potete chiamarli Guardie di Palazzo, Guardie Cittadine o Guardie e basta. Qualunque nome abbiano, in ogni opera di genere fantasy-eroico il loro scopo è lo stesso: più o meno al capitolo 3 (o dopo dieci minuti di film) irrompono nella stanza, attaccano l'eroe uno alla volta e vengono massacrati.
Nessuno chiede mai se sono d'accordo.
Questo libro è dedicato a quei nobilissimi uomini.

13 maggio 2005

E' colpa di Vittorina

Non bisogna mai interferire con la Natura. L'uomo ha fatto anche troppi danni al nostro povero pianeta e ora Mamma Natura si ribella: l'aria è irrespirabile, i deserti avanzano, i fiumi inondano, le montagne franano, la temperatura sale e scende senza dare ascolto ai meteorologi, l'ossigeno in città scopre la libertà sessuale e diventa ozono.

A casa mia abbiamo deciso per la linea neutra - come i druidi!, direbbe Pippo. Non facciamo la raccolta differenziata, perché è troppo fatica. C'è sempre una luce accesa perché qualcuno la dimentica. Mi fermo a due esempi, perché mettere il terzo è banale. Queste sono quisquilie, Mamma Natura non si accorgerà mai che siamo stati proprio noi a mischiare nel cassonetto carta e plastica. Abbiamo però un piccione che tutti gli anni fa il nido sul nostro terrazzo. Mai visto "Gli uccelli"? Quelli se si incazzano ti distruggono a beccate. Ma noi siamo neutri, Mamma Natura! Il piccione può fare quel che gli pare sul nostro terrazzo.

Noi mandiamo Vittorina, la gatta birichina. E i risultati si vedono: questa mattina uno delle due uova era rotolato fuori dall'altra parte del terrazzo. Piccione, se te la sei presa, prenditela con Vittorina.

PS: sono solo a casa e non so se devo dare le crocchette a Vittorina, la gatta mangiona, oppure lasciare che per nutrirsi combatta contro il piccione. Non vorrei interferire con la selezione naturale. In caso di combattimento all'ultimo sangue potete venire ad assistere pagando un biglietto; è vietato sbirciare dai terrazzi sull'altro lato della strada.

11 maggio 2005

Stallman a Bologna

Ieri pomeriggio Richard Stallman è stato a Bologna, su gentile invito del prof. Renzo Davoli.

Ho seguito due ore di discussione in inglese con la più grande facilità (ricordarsi di aumentare il livello di conoscenza della lingua inglese sul mio curriculum!!). Stallman si è lanciato in una presentazione del Free Software eccezionalmente carismatica. Niente di nuovo sotto il sole - o al chiarore dell'LCD - ma non si può rimanere indifferenti al fascino del Free Software mentre il suo profeta parla con la panza sulla cattedra, si scaccola, si spulcia i capelli, passeggia scalzo per l'aula, sbadiglia come un babbuino. Non abbiamo avuto il piacere di assistere alla scena dell'HD.

A parte le considerazioni di colore, importante la distinzione tra Free Software e Open source: una filosofia e una posizione politica il primo, un modello di sviluppo del software il secondo. Inoltre: perché non bisogna chiamare GNU/Linux semplicemente Linux? Perché Linux è stato fatto per gioco e per studio, GNU è stato fatto per garantire le quattro libertà del software all'utente.

Cortiana - semplice spalla ma in gamba - ci rassicura che Stallman non si è tolto le scarpe per mancanza di rispetto nei nostri confronti: se le è tolte anche al Senato.

Davoli dimostra come il patto di San Remo abbia copiato un testo di Wu Ming (credo 1) e annuncia il lancio di www.nonsiamopirati.org.

Stallmann:
Ci sono alcune cose che vanno fatte per una questione morale: se vedete un uomo che sta affogando, se non è Bush o Berlusconi [applausi] o un sostenitore dell'Opus Dei [applausi], avete il dovere morale di tuffarvi e salvarlo. Io non so nuotare, ma c'è una cosa che so fare molto bene: scrivere software.

07 maggio 2005

Grillo smentisce di aver mai parlato di olio di colza

Beppe Grillo

Vi ricordate quella storia di mettere l'olio di colza nei motori diesel firmata da Beppe Grillo? Era tutta una palla!

O meglio, Grillo non ne ha mai parlato e per di più non condivide il principio.

A parte questo però, degli olii vegetali usati come carburante si parla da molto tempo, con una certa insistenza e autorevolezza (che non mi prendo la responsabilità di verificare, dato che ne ho sentito parlare già molto tempo fa al tg e i giornalisti dovrebbero essere pagati per verificare le fonti). Cioè: non c'era bisogno di attribuire a Grillo il tema per discuterne...

Cosa cercano gli italiani sul vo|ca|bo|là|rio?

Questo studio è fatto sull'elenco dei lemmi più cercati sul dizionario online De Mauro Paravia (dal 28 gennaio 2005 ad oggi).

Ecco un breve elenco delle parole più cercate:
vo|ca|bo|là|rio s.m.
càz|zo s.m.
ple|o|nà|sti|co agg.
cà|sa s.f.
o|lì|sti|co agg.
o|biet|tì|vo agg., s.m.
ob|biet|tì|vo agg., s.m., var.
os|si|mò|ro, os|sì|mo|ro s.m.
di|co|to|mì|a s.f.
tau|to|lo|gì|a s.f.
con|ta|dì|no s.m., agg.
TS sigla, nelle targhe automobilistiche e in usi burocratici, Trieste.
cià|o inter.
fì|ca s.f.
i|dio|sin|cra|sì|a s.f.
fì|ga s.f.
em|pa|tì|a s.f.
o|lì|smo s.m.
tu|zio|rì|smo s.m.
e|pi|ste|mo|lo|gì|a s.f.
gàl|lo––gàl|lo conf., della Gallia o dei Galli; gallico
ge|rar|chì|a s.f.
po|li|re|mà|ti|ca s.f.
ca|mer|lén|go, ca|mer|lèn|go s.m.
im|ple|men|tà|re v.tr. (io impleménto)
me|ta|pla|sì|a s.f.
nè|me|si s.f.inv.
se|màn|ti|ca s.f.
a|gnò|sti|co agg., s.m.
er|me|nèu|ti|ca s.f.

Considerazioni:
  1. Chi ha mai cercato la parola vocabolario su un vocabolario? Nessuno, perché tutti sanno benissimo cos'è un vocabolario. Il fatto che il termine vocabolario sia il più cercato ha una sola spiegazione. L'italiano medio pensa che gli strumenti informatici siano stupidi - che tra l'altro nella maggior parte dei casi è vero; cosa c'è di meglio per dimostrarlo che verificare che il dizionario online non conosce neanche se stesso?
  2. Cazzo, invece, è la parola più usata dall'italiano medio e anche la più ricercata nei dizionari (è da lì che si vede la qualità).
  3. La controparte del cazzo, cioè la fica o figa è diverse posizioni indietro, presumo per un certo senzo di reverenza dell'italiano medio che utilizza internet, principalmente uomo. Il dato statistico importante è però un altro: fica è utilizzato leggermente più spesso di figa, ma grosso modo nella stessa percentuale (con buona pace di Moretti).
  4. Credevo fosse una mia peculiarità da informatico, ma ogni volta che mi serve una stringa casuale utilizzo casa. Evidentemente ciò è vero per molti utenti di internet, dato che casa è al quarto posto.
  5. In buona posizione sono anche i grandi dilemmi della lingua italiana: obiettivo o obbiettivo? ossìmoro o ossimòro? Il dizionario lascia libertà di scelta - ma io preferisco la prima versione di entrambi.
  6. Data la recente morte del papa, si trova in relativamente ottima posizione camerléngo (o camerlèngo).
  7. Altri termini di uso abbastanza comune devono avere la stessa funzione che il termine casa ha per me: contadino, ciao, implementare (forse quest'ultimo è proprio ignoranza... oppure è la mia specifica preparazione universitaria che me lo fa sembrare un termine comune?).
Per finire, dopo aver squalificato i precedenti termini per l'evidente peculiarità della ricerca, andiamo a proclamare i quindici termini meno conosciuti dagli italiani:
  1. pleonastico
  2. olistico (olismo)
  3. dicotomia
  4. tautologia
  5. idiosincrasia
  6. empatia
  7. tuziorismo
  8. epistemologia
  9. polirematica
  10. geriarchia
  11. metaplasia
  12. nemesi
  13. semantica
  14. agnostico
  15. ermeneutica

Dunque...

Dunque, come potrei iniziare la presentazione della tesina per l'esame -4? Ecco, l'importante è non fare come ora: mai aprire bocca ed esordire con delle inutilità quali dunque, allora, etc.. Si capisce subito che stai arrancando alla ricerca di qualcosa di verosimile nelle melme della memoria breve.

- Buon giorno professor -4.
- Buon giorno. Mi dica come possiamo ottenere una buona approssimazione di una query 1-NN in uno spazio metrico.
- Possiamo rilassare la misura della distanza...
- No, quella non si può toccare.
- Potremmo rilassare una dimensione dello spazio metrico...
- No no no.
Non dirlo, non dirlo!
- Dunque...

L'oroscopo di questa settimana

Sagittario (22 novembre - 21 dicembre)

Il più lungo conflitto tra due nazioni fu la guerra dei Cent’anni, in cui Francia e Inghilterra si affrontarono tra il 1337 e il 1453. La guerra più corta è stata quella tra Zanzibar e Regno Unito nel 1896. È durata 38 minuti. Se le ostilità che comincerai la prossima settimana saranno come le prime o come le seconde, dipenderà da due fattori: 1) quanto sarai disposto a imparare dai tuoi avversari; 2) quanto sarai disposto ad accettare le tue responsabilità nella creazione delle circostanze che hanno portato allo scontro.


(di Rob Brezsny, immagine di Francesca Ghermandi, tratto da Internazionale)

Io non ne voglio sapere niente non rompetemi i coglioni non voglio storie mi faccio i cazzi miei neppure un turbamento di 15 minuti state alla larga sennò mordo non m'intererssano conflitti né guerre né scontri né ostilità né avversari. Intesi?

06 maggio 2005

Chat pomeridiana

(15:16:01) Game: ¿cómo va su trabajo?
(15:19:01) Bobo: fajye biene
(15:19:49) Bobo: yo esto escriviendo sta mierda de le mierde
o trabajo es lungos
.....
....
mierda
(15:20:11) Game: ¿usted sabe esta conversación será publicado en el blog?
(15:22:59) Bobo: sospeché
(15:23:12) Bobo: ahora escribo una cosa al relleno
(15:23:30) Bobo: "si no acabo este correcciones hoy, me mataré"

Nota: la traduzione simultanea in Spagnolo è stata effettuata con babelfish.altavista.com. Ricordiamo che il Pesce Babele (o come traduce babelfish stesso, "pesce de Babele") è un'invenzione letteraria di Douglas Adams in "Guida galattica per gli autostoppisti", di cui uscirà a breve una versione cinematografica.

Shopping

All'imbrunire di una giornata che, ammettiamolo, mi ha visto capitolare miseramente di fronte al professore dell'esame numero -4 (ho cercato di condensare due-tre settimane di studio intenso in una sola settimana e il cervello ha fatto oh!), ho deciso come antidepressivo di fare shopping.

Cercando di sfruttare al massimo questa tecnica prettamente femminile, mi sono chiesto che cosa potessi comprare di colorato, costoso, superfluo. Insomma, ci sarà qualcosa che ho visto di recente e che ho desiderato ardentemente avere?

Ovviamente sì: il libro di Tina Spacey, "A spasso sul Google Taxi"!


La cara Tina, autrice del blog che più amo leggere, nata sul tavolino di un caffè di New Hampstead a Londra - secondo la biografia nel risvolto di copertina -, afferma:
Un così bel libricino meriterebbe di essere distribuito gratuitamente negli autobus e sul metrò! Un così bel libricino meriterebbe di essere raccontato e declamato e letto gratis in ogni vicolo, in ogni pertugio!

Alla faccia dico io! Edito dalla Cooper, il bel libricino costa 15€! Ci ho investito tutto il patrimonio di punti de La Feltrinelli maturato in un anno di acquisti (64 punti). Non l'ho ancora letto, ma più o meno è una raccolta di post del suo blog. Perché l'ho comprato allora? Perché sono un feticista della carta stampata. E i vizi si pagano.

Quest'ultima considerazione ci riporta all'inizio del post. Qualcuno è convinto che le dispense, su cui ho preparato l'esame, non vadano studiate sul monitor ma vadano stampate per migliorare la qualità dello studio. In questo caso prevale la sensibilità ambientale sul vizio. Ma per questa volta potrei fare un'eccezione, se qualcuno me le stamperà...

PS: l'altro acquisto è "Altri libertini" di Pier Vittorio Tondelli, edizione Feltrinelli, collana Vintage per i cinquant'anni della casa editrice.

04 maggio 2005

Chi è Mauro Masi?

Sono in molti nella rete a ritenere incompetenti i legislatori italiani che negli ultimi anni hanni sfornato una serie di leggi assurde per rendere Internet un posto più "sicuro". Ma chi c'è dietro tutte queste leggi?
Mauro Masi[...]Se Gianni Letta è il braccio destro di Berlusconi, lui, Mauro Masi, è quello sinistro. [...]Da capo del dipartimento Editoria a commissario straordinario della Siae, fino al gran colpo del 10 marzo scorso quando è stato nominato al grado più alto della pubblica amministrazione: quello di segretario generale di Palazzo Chigi[...]

(tratto da Prima Online, aprile 2005)

Dalla tassa per la SIAE sui supporti di memorizzazione, alle sparate sul Direttore Responsabile per tutti i siti web, alla legge Urbani sulla pirateria, dietro ognuna di queste misure tese a limitare le libertà digitali c'è Mauro Masi (biografia, articoli di Punto Informatico che lo riguardano), sia col centrodestra che col centrosinistra.

Gli va riconosciuto il merito di aver capito che Internet ha modificato radicalmente le relazioni tra le persone e che la legislazione italiana deve tenerne conto... ma in che modo?

In ogni caso è sbagliato dire che chi fa le leggi non conosce Internet, perchè Masi la conosce benissimo.

03 maggio 2005

iToilet

La mattina dopo il caffè, il design vuole la sua parte...


(by Stephen Murray aka Electric Chicken)
(link trovato casualmente su www.trulp.com)

PS: ma perché ultimamente ce l'ho tanto con la Apple e i suoi derivati?

Una normale chat mattutina

(11:34:14) Bobo: ubuntu spacca
(11:34:29) Game: lima la gatta che razza
(11:35:04) Bobo: ludo frequente gratta la panza ?
(11:35:32) Game: smorza la porra nella tazza che sguazza
(11:36:54) Bobo: è bayesiano?
(11:37:08) Game: cosa?
(11:37:19) Bobo: il generatore
(11:37:44) Game: no... è paranoyco

02 maggio 2005

Continuate a usare Word...

Non è niente che non si sapesse già. Però oggi ho trovato alcune pagine web che spiegano molto bene perché se siete soliti inviare documenti in formato Microsoft Word, avete grandi possibilità di inviare a vostra insaputa delle informazioni personali.

Ad esempio, tanto per rivangare il documento elettronico più famoso del momento, se Repubblica.it divulga in formato .doc la sua versione senza veli del rapporto statunitense sul caso Calipari, ci sta anche dicendo che prima il file si chiamava calipari_omissis.doc.html ed era nella cartella vari_da_non_pubblicare e poi è stato spostato nella cartella doc ed è stato chiamato omissis.doc. Chiaramente io me ne frego di queste informazioni in particolare, ma provate a immaginare una cartella del tipo "depistaggi" - tanto per dire una cazzata. Provate a leggere cosa si può apprendere dal documento Word in cui è stato divulgato il dossier sull'Iraq all'orgine dell'ingresso in guerra della Gran Bretagna.

Bene, gli articoli interessanti sono pubblicati da attivissimo.net e businessweek.com.

Sulle possibili contromosse per arginare Word il pettegolo potete leggere questo e questo.

Il mio consiglio è di non utilizzare mai il formato .doc per inviare i vostri documenti, anche perché vincola il lettore all'acquisto di un programma specifico (Microsoft Word). Utilizzate piuttosto degli standard aperti come pdf, rtf, html. In ogni caso, è meglio utilizzare programmi di video scrittura come OpenOffice.org.

Per finire, un articolo di Luca Sofri per Repubblica di alcuni anni fa riportato su wittgenstein.it. Ne cito un passaggio:
[...] "quando riceviamo un curriculum da qualcuno, lo apriamo sempre con un hex editor per vedere cosa ci può essere rimasto attaccato", è il parere depositato su un sito web dal direttore del personale di una società americana.

Sarà per questo che chiunque offra lavoro chiede che gli venga inviato il curriculum vitae in formato word?

IPod addicted

Nella puntata di giovedì scorso di Tg Neapolis, che non ho visto, hanno parlato di una strana sindrome da i Pod:
Irresistibile, irrinunciabile, inimitabile oggetto del desiderio, l'iPod, il lettore digitale dalla memoria strepitosa e dal design accattivante, paga la sua popolarità e si trasforma in appetitosa preda per ladri tecnologici.
Tutto nasce dalla "sindrome da sottrazione di iPod", identificata negli Stati Uniti come vera e propria patologia da quando una ragazza vittima del furto della preziosa macchinetta si è dichiarata devastata dalla perdita.
Una psicologa statunitense ha parlato addirittura di "furto d'identità", mentre un pedagogista australiano, di fronte a tali eccessi, ha definito l'iPod "il flagello del XXI secolo".
C'è da dire che il ricercato device targato Apple, del quale sono già stati venduti nel mondo oltre 15 milioni di esemplari, non legge solo files mp3 ma può contenere appunti, documenti, fotografie, ricordi, fino ad un massimo di 16 giga.
Ovvio, perciò, che perderlo per qualcuno rischia di essere un vero dramma.
Da qui a pagare un riscatto per la sua restituzione il passo è breve.
Ed è proprio quello che sta accadendo in America fra gli "iPod addict", disposti a pagare anche 300 dollari per riavere la memoria perduta.
In Italia il fenomeno non è così esasperato.
Almeno per l'iPod.
Perché se parliamo di videofonini la caccia al ladro è già cominciata.



Ma io dico: prova te a perderti un intero hard disk di dati e dimmi se non ti metti a piangere come un bambino. Io non ho mai avuto un iPod e ho avuto solo un paio di walkman anni fa, ma se fossi abituato a tenerci documenti e file di profilo (es. i bookmark di Firefox) sarei un uomo devastato.

Ci sono poche cose oltre me che mi caratterizzano, oltre naturalmente alla mia personalità e i miei ricordi. E direi che a parte i miei libri tutte le altre sono digitali e potrebbero essere memorizzate su un iPod (la mia partizione /home è di 22GB).

Io sono chi linko. O anche linko, ergo sum. O anche un template, un template, la mia cartella documenti per un template!

La blogofarsa

Arriva il caldo e il mio equilibrio psicofisico muta lentamente per adeguarsi all'estate. Caratteristiche principali: faccio tardi la sera bevendo limoncello e cazzeggiando di fronte alla tv e su internet (ho letto in un blog che bisognerebbe scrivere tramite internet). La giornata di oggi, a parte alcune ore di studio - che dico, è domenica primo maggio, alcune ore sono anche troppo - è stata dedicata all'esplorazione della blogosfera. Naturalmente ciò ha stimolato il mio istinto d'emulazione. Ah... come sono volubile...

[inciso OT: ho visto il mio primo trailer di Episodio III]

Dicevo, ho vagato di link in link per i blog italiani e ho scoperto un'ecologia nascosta, delicata e sorprendente. L'impressione che ne derivo, da alieno, è che tutti si conoscano: c'è un nocciolo duro di blogger, per lo più autoreferenziale, che è presente nel blogroll di quasi tutti i blog (anch'io ne annovero parecchi di loro) e che sembrerebbero rispondere al nome di blogstar.

Mi sembra di aver capito che ci sia anche una divisione tra bloggers e sglapsers. Ma che significa sglapser? (Approfondire su Uccidi un grissino, salverai un tonno...)

Il più piacevole da vedere, allora come ora, è sempre il blog di Redmondbarry.

Indefinitiva, il miglior blog che io abbia mai visitato in vita mia è sempre quello di TinaSpacey su Internazionale.it.

Ora vado a dormire, che anche pippo è andato a letto con Vittorina e la blogofarsa è silente. Domani si studia abbondantemente.

01 maggio 2005

Giornata di primati

Per Studio Aperto (edizione delle 12.30) oggi è una giornata importante: la prima volta che Benedetto XVI si affaccia dalla finestra a San Pietro; il primo topless della stagione (nel servizio dalla spiaggia, accanto al seno nudo dell'avvenente signora c'è anche la mano di sabbia più grande del mondo); il primo matrimonio di una coppia nata in un reality show: tanti auguri a Katia e Ascanio del Grande Fratello.

Viva la Festa dei Lavoratori!

1° Maggio

Da oltre un secolo, il primo maggio di ogni anno si celebra nel mondo la festa dei lavoratori. È, l’agosto del 1891 quando il secondo congresso dell'Associazione internazionale dei lavoratori, riunito a Bruxelles, decide di rendere permanente la ricorrenza. Il Primo Maggio diviene così la giornata di «festa dei
lavoratori di tutti i Paesi». Un giorno in cui tutti coloro che lavorano, senza barriere geografiche né sociali, possano incontrarsi per affermare i propri diritti e la propria autonomia.

Una data simbolica, segnata dalla storia del movimento operaio a partire dalla fine dell'Ottocento che oggi viene celebrata in tutto il mondo con modalità diverse.